(ASCA) – Roma, 8 nov – Basta con l’Euribor, ”tasso privato definito dai banchieri ed indipendente dalla politica di BCE”: Adusbef e Federconsumatori chiedono che venga sostituito con un ”tasso istituzionale”.
In Italia, lo scorso luglio 2008 – spiega una nota delle due associazioni di difesa dei consumatori – il tasso medio sui mutui (5,86 %) superava di oltre mezzo punto quello medio europeo (5,31 %). ”La differenza tra il tasso di riferimento BCE, sceso al 3,25% ed il tasso Euribor trimestrale (al quale sono legati la maggior parte dei mutui indicizzati), oggi definito al 4,474 per cento, e’ diventata intollerabile – si legge nel comunicato – presentando un differenziale dell’1,28 per cento (128 punti base) dopo che per anni e’ stato di circa un quarto di punto (0,25%) e nell’ultimo anno di circa 1 punto: una indebita appropriazione a danno di 3,2 milioni di famiglie indebitate a tasso variabile, specie in Italia, dove il tasso medio sui mutui, pari al 5,86%, supera di 55 punti base il tasso medio europeo pari a 5,31%, (dati di luglio 2008, ultimi forniti da BCE – Bollettino 10/2008)”.
Se i tassi indicizzati fossero stati agganciati al tasso BCE invece che all’Euribor, moltissime famiglie avrebbero potuto risparmiare in media 4.800 euro negli ultimi 4 anni, secondo i calcoli di Adusbef e Federconsumatori, che quindi ”ribadiscono con forza l’esigenza di individuare un parametro definito istituzionalmente che rimpiazzi l’attuale tasso europeo quale fattore di variabilita’ nei mutui”.
Infatti – concludono le due associazioni -, ”l’Euribor, tasso tra privati, definito da 44 banchieri europei (Unicredit, Intesa-SanPaolo e Monte Paschi per l’Italia), non solo ‘pesa’ i prestiti interbancari, ma e’ tenuto artificiosamente elevato per offrire alle banche il vantaggio di alte le rate pagate dai mutuatari a tasso variabile”.
Per Adusbef e Federconsumatori, non sostituire l’Euribor significa inoltre ”vanificare le ricadute sociali positive delle decisioni di politica monetaria adottate da BCE nel tentativo di governare l’attuale disastrosa crisi finanziaria”.
La Bce taglia i tassi dello 0,75%
il corriere della sera
Alla fine il tanto atteso taglio del costo del denaro è arrivato. La Banca centrale europea ha deciso di tagliare di 0,75 punti i tassi di interesse portandoli al 2,50% il livello più basso dal maggio del 2006. Lo rende noto lo stesso Istituto di Francoforte. Il tasso marginale scende di 0,75 punti al 3% e quello sui depositi al 2%. Alla luce della decisione odierna della Bce di abbassare il tasso di riferimento al 2,50%, scende all’1,50% il differenziale fra il costo del denaro negli Stati Uniti e quello nell’ Eurozona. Il tasso sui Fed Funds è infatti attualmente pari all’1%.
Scende l’Euribor
Eurobor a 6 mesi del 16/10/08 5,09%
MUTUI: ADUSBEF-FEDERCONSUMATORI, STOP EURIBOR. SERVE TASSO ISTITUZIONALE
(ASCA) – Roma, 8 nov – Basta con l’Euribor, ”tasso privato definito dai banchieri ed indipendente dalla politica di BCE”: Adusbef e Federconsumatori chiedono che venga sostituito con un ”tasso istituzionale”.
In Italia, lo scorso luglio 2008 – spiega una nota delle due associazioni di difesa dei consumatori – il tasso medio sui mutui (5,86 %) superava di oltre mezzo punto quello medio europeo (5,31 %). ”La differenza tra il tasso di riferimento BCE, sceso al 3,25% ed il tasso Euribor trimestrale (al quale sono legati la maggior parte dei mutui indicizzati), oggi definito al 4,474 per cento, e’ diventata intollerabile – si legge nel comunicato – presentando un differenziale dell’1,28 per cento (128 punti base) dopo che per anni e’ stato di circa un quarto di punto (0,25%) e nell’ultimo anno di circa 1 punto: una indebita appropriazione a danno di 3,2 milioni di famiglie indebitate a tasso variabile, specie in Italia, dove il tasso medio sui mutui, pari al 5,86%, supera di 55 punti base il tasso medio europeo pari a 5,31%, (dati di luglio 2008, ultimi forniti da BCE – Bollettino 10/2008)”.
Se i tassi indicizzati fossero stati agganciati al tasso BCE invece che all’Euribor, moltissime famiglie avrebbero potuto risparmiare in media 4.800 euro negli ultimi 4 anni, secondo i calcoli di Adusbef e Federconsumatori, che quindi ”ribadiscono con forza l’esigenza di individuare un parametro definito istituzionalmente che rimpiazzi l’attuale tasso europeo quale fattore di variabilita’ nei mutui”.
Infatti – concludono le due associazioni -, ”l’Euribor, tasso tra privati, definito da 44 banchieri europei (Unicredit, Intesa-SanPaolo e Monte Paschi per l’Italia), non solo ‘pesa’ i prestiti interbancari, ma e’ tenuto artificiosamente elevato per offrire alle banche il vantaggio di alte le rate pagate dai mutuatari a tasso variabile”.
Per Adusbef e Federconsumatori, non sostituire l’Euribor significa inoltre ”vanificare le ricadute sociali positive delle decisioni di politica monetaria adottate da BCE nel tentativo di governare l’attuale disastrosa crisi finanziaria”.
red/mcc/ss
http://surroga.wordpress.com/2008/11/12/mutui-illegali-i-contratti-alla-francese/
La Bce taglia i tassi dello 0,75%
il corriere della sera
Alla fine il tanto atteso taglio del costo del denaro è arrivato. La Banca centrale europea ha deciso di tagliare di 0,75 punti i tassi di interesse portandoli al 2,50% il livello più basso dal maggio del 2006. Lo rende noto lo stesso Istituto di Francoforte. Il tasso marginale scende di 0,75 punti al 3% e quello sui depositi al 2%. Alla luce della decisione odierna della Bce di abbassare il tasso di riferimento al 2,50%, scende all’1,50% il differenziale fra il costo del denaro negli Stati Uniti e quello nell’ Eurozona. Il tasso sui Fed Funds è infatti attualmente pari all’1%.