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Real Estate News

Tempi bui per il Real Estate e per i Mutui?

Che sta succedendo?

Siamo davanti a una svolta del mercato o si tratta di una crisi temporanea destinata a risolversi in uno, due anni?

Le cassandre profetizzano una crisi dovuta a mancanza di liquidità, all’eccesso di offerta, alla crisi dei mutui, agli innumerevoli immobili nuovi invenduti, al calo demografico .

L’italiano ha perso la fiducia nel mattone? Ma di cosa si fida ? Della Borsa? Dei Fondi?

O preferisce il materasso?

Ma non sarà che qualcuno trarrà profitto anche da questo?

Aiutateci a dare qualche risposta e queste domande.

A poche ore dall’annuncio di Ricardo Franco Levi del ritiro del discusso Disegno di Legge sull’editoria che potrebbe obbligare tutti gli autori di pubblicazioni sul web (inclusi ad esempio i blog) a registrarsi al ROC, registro Operatori della Comunicazione, si affaccia una nuova Proposta di Legge.

Leggete l’articolo su  Il Punto Informatico

Qual’è il futuro della professione di Mediatore Creditizio?

Questo il discorso del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi del 15 luglio 2008, intervenuto nell’ambito dell’esame dei Disegni di Legge n. 733, nel quale tra l’altro propone le linee per una riforma della disciplina di mediatori creditizi.

Commissioni riunite

1a (Affari costituzionali) e 2a (Giustizia) del Senato della Repubblica

Problematiche connesse al riciclaggio

nell’ambito dell’esame dei disegni di legge n. 733

e collegati in materia di sicurezza pubblica

Testimonianza del Governatore della Banca d’Italia

Mario Draghi

Senato della Repubblica

15 luglio 2008

…………………………

2. Altre tematiche trattate nei progetti di legge all’esame della Commissioni

3. L’Unita’ di informazione finanziaria

Con la soppressione dell’UIC e l’assunzione da parte della Banca d’Italia di tutte le

sue funzioni, quelle in materia di antiriciclaggio sono state ripartite tra la Vigilanza e la UIF

a far tempo dal 1° gennaio 2008.

L’Unità, priva di personalità giuridica, è stata istituita nell’ambito della Banca d’Italia

secondo modalità conformi agli standard internazionali di autonomia e indipendenza che

contraddistinguono le Financial Intelligence Units (FIU).

Alla Vigilanza sono stati attribuiti poteri normativi in svariate materie

(organizzazione e controlli interni, modalità per l’adeguata verifica della clientela e per la

registrazione delle operazioni nell’archivio unico informatico) e compiti di controllo cartolari

e ispettivi sul rispetto degli obblighi previsti a carico dei soggetti vigilati.

6 Il ddl reca “Disposizioni in materia di reati di grave allarme sociale e di certezza della pena”.

7 Nella testimonianza resa alla Commissione Antimafia nel giugno dello scorso anno affermavo che “se da un lato

la punibilità dell’autoriciclaggio potrebbe garantire un più agevole accertamento probatorio delle fattispecie criminose

complesse, dall’altro, va considerato che, nell’ipotesi di reati presupposto caratterizzati da un minore grado di offensività,

potrebbe determinare un’eccessiva punizione della condotta”.

10

Presso la UIF sono stati accentrati i compiti in materia di segnalazione di operazioni

sospette. Si tratta, in particolare, delle attività di approfondimento delle segnalazioni, di

analisi dei flussi finanziari, di collegamento con i corrispondenti organismi esteri e con le

autorità nazionali, di verifica anche ispettiva dei casi di omessa segnalazione.

Alla UIF è inoltre attribuito il compito di proporre indicatori di anomalia per l’individuazione delle

operazioni sospette che, quando riferiti a intermediari sottoposti a vigilanza, saranno emanati con

provvedimento della Banca d’Italia, assunto d’intesa con le altre autorità di vigilanza di settore (CONSOB,

ISVAP).

L’organizzazione e il funzionamento della UIF sono stati disciplinati nel dicembre

dello scorso anno da un Regolamento della Banca d’Italia; questa mette a disposizione

dell’Unità i mezzi finanziari, i beni strumentali e le risorse umane e tecniche necessarie al

perseguimento dei fini istituzionali. L’organigramma della UIF è stato varato il 1° luglio

scorso.

La fase d’impianto dell’Unità cade in un momento particolarmente delicato per la

concomitanza degli altri cospicui processi riorganizzativi, nei quali la Banca d’Italia è

attualmente impegnata. Il rafforzamento dell’organico della UIF, in corso di attuazione,

persegue anche l’obiettivo di amalgamare esperienze e professionalità di diversa

provenienza per realizzare sinergie tra attività di vigilanza e lotta al riciclaggio.

Nonostante le inevitabili difficoltà legate al processo di transizione, nel primo

semestre l’attività di contrasto al riciclaggio non ha subito soluzioni di continuità, ma è

stata anzi intensificata: il sistema ha inviato oltre 6.800 segnalazioni di operazioni sospette

(12.545 nell’intero 2007), con un incremento percentuale del 9,4 in rapporto all’anno

precedente; la UIF ne ha trasmesse circa 6.000 agli organi investigativi (11.724 nel 2007);

per 20 operazioni è stato adottato il provvedimento di sospensione previsto dall’art. 6 del

d.lgs. 231 (13 nel 2007) (cfr. tabelle 2, 3, 4 e 5).

L’Unità ha avviato 17 accertamenti ispettivi attivando i nuovi poteri previsti dalla

legge. In considerazione delle indicazioni emerse in occasione dell’audizione presso la

Commissione Antimafia dello scorso anno, specifica attenzione è stata dedicata alle

banche insediate in Calabria: 7 verifiche sono state condotte per approfondire presso le

direzioni generali le operazioni sospette segnalate e per individuare eventuali

comportamenti omissivi. Le banche ispezionate sono state selezionate in coordinamento

con la Vigilanza che, nella stessa Regione, ha avviato un vasto e innovativo piano di

accertamenti, che prevede l’effettuazione di oltre 70 verifiche presso dipendenze di

banche nazionali.

11

A seguito dei controlli effettuati, la UIF ha avviato numerose procedure

sanzionatorie per omessa segnalazione e denunciato alcune fattispecie di possibile

rilevanza penale all’Autorità Giudiziaria.

Per dare concreta attuazione al d.lgs. 231, la UIF è impegnata – insieme alla

Vigilanza e alle altre funzioni della Banca d’Italia e istituzioni competenti in materia – a

redigere norme applicative, a individuare specifici indicatori di anomalia, a stipulare

protocolli d’intesa, a predisporre programmi informatici e canali di trasmissione telematica

che garantiscano rapidità, sicurezza e riservatezza agli scambi di informazioni all’interno

dell’apparato antiriciclaggio.

In conclusione ritengo opportuno auspicare la ripresa dei lavori di redazione di un

testo unico della normativa antiriciclaggio per dare soluzione alle attuali incertezze

interpretative e per assicurare, in materia sanzionatoria, una maggiore corrispondenza tra

offensività delle condotte e rigore delle sanzioni.

—-

Allegati

1) linee per una riforma della disciplina di mediatori creditizi, agenti in attività finanziaria e

intermediari finanziari ex art. 106 TUB;

2) nuovo testo dell’articolo 17.

ALLEGATO 1

LINEE PER UNA RIFORMA DELLA DISCIPLINA DI MEDIATORI CREDITIZI,

AGENTI IN ATTIVITA’ FINANZIARIA E

INTERMEDIARI FINANZIARI EX ART. 106 TUB

Il diffuso e trasversale ricorso al credito al consumo, la maggiore attenzione alle

istanze di tutela della clientela, l’allarme sociale destato da alcuni recenti fenomeni

illeciti sollecitano da tempo un intervento di riforma della disciplina degli intermediari

finanziari ex art. 106 del testo unico bancario, degli agenti in attività finanziaria e dei

mediatori creditizi. I primi esercitano, tra le altre, attività estremamente delicate quali la

concessione di finanziamenti, il rilascio di fideiussioni e il money transfer, i secondi

rappresentano un canale distributivo privilegiato per i prodotti bancari e finanziari, a

motivo della loro capillare presenza sul territorio.

Attualmente i requisiti per l’accesso al mercato da parte di questi operatori

nonché gli strumenti di controllo a disposizione delle Autorità non sono in grado di

assicurare adeguati livelli di qualità del servizio fornito e non consentono l’efficace

presidio dei rischi di illegalità o di contiguità con attività criminose.

La necessità di adottare adeguate garanzie a tutela dei consumatori e a

salvaguardia della fiducia del pubblico nel settore finanziario rendono opportuna

l’adozione di misure normative.

Già nella precedente legislatura la Banca d’Italia ha prestato la propria

collaborazione nella predisposizione di un possibile intervento di riforma della disciplina

in materia. Nel corso di tale collaborazione un gruppo tecnico di lavoro presso il

Ministero dell’economia e delle finanze nel 2007 aveva predisposto un apposito

articolato confluito in un d.d.l. del Governo, poi non approvato dal Parlamento;

successivamente era stato ipotizzato un intervento mediante decreto legge.

Le linee di riforma di un possibile intervento normativo dovrebbero essere

essenzialmente volte a: introdurre più elevati livelli di capitalizzazione, che scoraggino

l’avvio di iniziative cui non corrisponda un effettivo e legittimo progetto imprenditoriale;

prevedere specifici requisiti di onorabilità e professionalità, che concorrano a

selezionare i professionisti più affidabili; disciplinare ulteriori e più efficaci forme di

controllo facendo leva anche sull’autoregolamentazione.

In tal senso, per gli intermediari finanziari ex articolo 106 TUB l’intervento

legislativo potrebbe prevedere: in via generale l’innalzamento del capitale sociale

minimo (da cinque a dieci volte quello stabilito per le società per azioni), accompagnato

dalla possibilità per il Ministro dell’economia di fissare un importo superiore in relazione

alla specifica rischiosità dell’attività svolta dagli intermediari; l’attribuzione alla Banca

d’Italia di un potere regolamentare in materia di canali distributivi.

Con riferimento ai mediatori creditizi e agli agenti in attività finanziaria, la nuova

normativa dovrebbe prevedere forme di controllo più incisive rispetto a quelle attuali,

sotto il profilo sia dell’accesso alla professione sia dello svolgimento dell’attività.

13

I controlli sull’accesso all’attività, sulla falsariga di quanto già stabilito per i

promotori finanziari, potrebbero essere affidati a organismi costituiti dalle associazioni

di categoria di mediatori e agenti, nonché delle banche, degli intermediari finanziari e

delle associazioni dei consumatori. Tali organismi, incaricati della gestione dei relativi

elenchi e dell’accertamento dei requisiti, opererebbero sotto la supervisione della

Banca d’Italia.

Al Ministero dell’economia, sentita la Banca d’Italia, potrebbe essere attribuito un

potere regolamentare di attuazione delle disposizioni legislative per individuare la

disciplina di dettaglio in merito alle modalità di tenuta dell’elenco, alla cancellazione,

radiazione, sospensione dall’albo medesimo, alle incompatibilità, alla formazione e

all’aggiornamento professionale.

E’ auspicabile che l’iscrizione negli elenchi sia subordinata al possesso di

stringenti requisiti di onorabilità e di professionalità; questi ultimi rilevati in base

all’esperienza effettivamente maturata nel settore ovvero ad un’apposita prova

valutativa, gestita dall’organismo costituito dalle associazioni di categoria.

Per assicurare la tutela dei clienti anche sotto il profilo risarcitorio andrebbe

prevista obbligatoriamente la stipula da parte di mediatori creditizi e agenti in attività

finanziaria di una polizza assicurativa per responsabilità professionale.

Per lo svolgimento dell’attività di mediazione creditizia dovrebbe essere

prescritta l’adozione della forma giuridica di società di capitali, idonea ad assicurare

maggiori garanzie sia di solvibilità che di adeguatezza organizzativa.

Nel caso in cui la società di mediazione superi soglie dimensionali da

determinarsi con regolamento del Ministero dell’economia, andrebbe imposta

l’iscrizione in un’apposita sezione dell’elenco previsto dall’art. 106 TUB; ad essa

conseguirebbe il rispetto dei medesimi requisiti previsti per gli intermediari iscritti in tale

elenco.

A tutela dei diritti quesiti di coloro che sono già iscritti negli elenchi di mediatori

creditizi e agenti in attività finanziaria, andrebbe introdotto uno specifico regime

transitorio che possa permettere la trasmigrazione nei nuovi elenchi di coloro che sono

in possesso dei requisiti necessari per lo svolgimento dell’attività, riconoscendo un

congruo periodo di tempo per procedere ai necessari adeguamenti.

sorpresa a settembre aumentano vendite case esistenti

In aumento di un 5,5% le vendite di case esistenti in Usa nel mese di settembre, che si attestano a 5,18 milioni di unità, rispetto ai 4,91 mln del mese precedente Il dato risulta migliore delle attese degli analisti indicavano un livello a 4,95 mln. Il dato è stato comunicato dall’Associazione Nazionale degli Agenti Immobiliari (NAR) Usa. Nei confronti dell’anno precedente si registra un aumento dell’1,4%. Invece, l’accumulo di abitazioni invendute registra un decremento del 9,6% a 442 mila di unità, evidenziando rispetto all’anno precedente un aumento del 7,8%.

Fonte del 24 ottobre 2008: Repubblica.it

Allarme recessione

DA Corriere Della Sera > Economia<.
Allarme recessione in tutto il mondo. Tokyo chiude a -9,6%
Borse, un altro venerdì nero
L’Europa a picco, trema Wall Street
Tonfo a Piazza Affari, che chiude a -4,96%. Soffrono anche le altre piazze del Vecchio Continente: bruciati 230 miliardi

Ancora in calo le Borse asiatiche (Olympia)
Ancora in calo le Borse asiatiche (Olympia)

MILANO – Una giornata nera, come quella, storica, di un altro 24 ottobre, quello del 1929. A mandare a picco le Borse di tutto il pianeta è l’allarme recessione, un fantasma sempre più concreto dall’America all’Europa. Dopo il crollo dei mercati asiatici (Tokyo ha ceduto il 9,6%), anche i listini europei hanno registrato un vero e proprio tracollo. A Milano Piazza Affari chiude in forte calo, con l’indice Mibtel che arretra del 4,96% a 15.390 punti, lo S&P/Mib che lascia il 5,61% a quota 19.879 e l’All Stars a -3,62% a 8.857.

EUROPA IN ROSSO – Non va meglio per le altre piazze del Vecchio Continente: Parigi cede in chiusura il 3,54%, Francoforte lascia sul terreno il 4,96% e Londra termina la seduta in calo del 6,17%. Venerdì nero anche a Madrid, in flessione del 5,03%. In terreno negativo anche Zurigo (-5,28%) e Amsterdam (-4,63%). In fumo in tutta Europa altri 230 miliardi di capitalizzazione.

WALL STREET – A New York la giornata è cominciata malissimo, con le contrattazione sui future sospese già all’alba per eccesso di ribasso. L’apertura delle Borse americane ha visto il Dow Jones e il Nasdaq partire con un forte calo, con l’indice hi-tech arrivato a cedere quasi il 7%. Poi, sull’onda del dato migliore delle attese sulla vendita della nuove case (+5,5%) gli indici hanno avuto un sussulto. Un recupero si è registrato attorno alle 18.00 ora italiana, quando il Dow Jones segnava -3,04% a 8.426,66 punti, il Nasdaq composite -2,21% a 1.568,44 e lo S&P 500 -3,17% a 879,36. Ma ad un paio d’ ore alla chiusura la seduta è tornata a farsi decisamente pesante (con il DJ a -5,03% e il Nasdaq a -4%).

GRAN BRETAGNA: IL PIL SCENDE DELLO 0,5% – Intanto in Gran Bretagna, nel terzo trimestre, il Pil ha segnato una contrazione dello 0,5%, superiore alle attese. È la prima contrazione dal 1992 per il Paese. Nel secondo trimestre dell’anno il Pil era rimasto invariato, quindi, almeno tecnicamente, non si può parlare di ciclo recessivo (due trimestri consecutivi di crescita negativa).

FMI SOCCORRE ISLANDA – Si aggrava intanto la situazione dell”Islanda, a un passo dalla bancarotta. L’Fmi ha accordato un prestito di 2 miliardi di dollari all’isola per aiutarlo a uscire dalla carenza di liquidità che rischia di strozzare banche e imprese.

OCSE, ALLARME RECESSIONE – Secondo il capo economista dell’Ocse, Klaus Schmidt-Hebbel, «Molti paesi andranno in recessione presto o tardi, ed è probabile che la ripresa sarà più lenta di quanto è avvenuto con le crisi degli ultimi anni, ma la ripresa dipenderà soprattutto dalla velocità in cui ripartirà il mercato finanziario». Schmidt-Hebbel valuta in modo positivo anche gli interventi di governi e banche centrali: «C’è spazio per tagli dei tassi di interesse in alcuni paesi Ocse oltre a stimoli fiscali temporanei e focalizzati».

MOSCA – Un’altra giornata in caduta libera anche per la Borsa di Mosca: l’indice Micex è stato sospeso fino a martedì prossimo, dopo un’apertura in forte ribasso e un primo stop che doveva durare soltanto un’ora nella mattina. L’indice Micex era stato bloccato per eccesso di ribasso, sotto la soglia limite del 5%, quando gli indicatori lo davano a 554,05 punti a -7,48% alle 10.35 italiane dopo aver aperto ancora una volta in calo.

TITOLI – A Piazza Affari dunque è tornato ad affacciarsi il terrore che la recessione sia lunga e prolungata. Gli indici, però, sul finale si sono parzialmente risollevati, recuperando oltre tre punti percentuali rispetto ai minimi di metà mattina. Alcune azioni hanno repentinamente virato chiudendo con un bilancio positivo, come Bpm, Unipol, Fonsai e Geox. In netto caloFiat e Tenaris. A Milano Intesa Sanpaolo è fanalino di coda e cede il 10,77% dopo un nuovo minimo a 2,545 euro. Non è bastata a risollevare il titolo una nota della banca che nel pomeriggio ha precisato, in risposta a indiscrezioni stampa secondo cui l’istituto starebbe preparando il taglio della cedola, che il consiglio di gestione del 28 ottobre non discuterà di dividendo, né di coefficienti patrimoniali. Nel settore molto pesanti anche Unicredit (-8,2%) e Monte Paschi (-6%).

INDICI – Gli indici che misurano il rischio di credito e l’avversione al rischio degli investitori sono balzati a nuovi massimi storici oggi a causa dei timori di una recessione molto più pesante del previsto, delle pressioni dagli hedge fund costretti a liquidare e della crescente instabilità dei mercati emergenti. L’indice Itraxx crossover, che viene considerato la misura più attendibile delle probabilità di default su cds (credit default swap) di società europee con rating inferiore a «bbb-», ha toccato un massimo storico di 900 punti in mattinata, per poi attestarsi a 886 punti base, un aumento, di dimensione mai viste, di 125 punti da venerdì scorso e di 65,5 punti da giovedì.

ASIA – In Asia c’è stata dunque una chiusura di settimana pesantemente negativa. A Seul, alla fine l’indice Kospi ha perso il 10,60%, con un debolissimo volume di scambi. «Gli investitori sono nel panico» ha ammesso Kim Seong-bong, un agente di Samsung Securities. Non va meglio a Tokyo, con il Nikkei che ha chiuso a -9,60% scendendo sotto quota 8mila punti per la prima volta dal maggio 2003 dopo una seduta tutta in negativo (aveva aperto a -1,91%). Il Nikkei ha lasciato sul terreno il 12% questa settimana e il 50% da inizio anno. Il gigante dell’elettronica Sony ha severamente rivisto al ribasso i suoi obiettivi annuali e ha perso l’11%. Giovedì Wall Street aveva chiuso in modo contrastato una seduta molto volatile, con il Dow Jones a +2,02% e il Nasdaq a -0,73%.

FONDO DA 80 MILIARDI – I mercati asiatici stanno subendo ancora forti perdite di fronte alle incertezze che gravano sull’economia mondiale, proprio per questo i dirigenti di tredici paesi asiatici si sono accordati sulla creazione, entro giugno, di un fondo comune di 80 miliardi di dollari per proteggere la regione contro la crisi finanziara. Lo ha annunciato un responsabile sudcoreano. Corea del Sud, Cina, Giappone e i dieci membri dell’Associazione delle Nazioni d’Asia del Sudest (Asean) hanno concluso l’accordo durante un incontro a Pechino.

EURO-DOLLARO-YEN – L’euro continua a perdere terreno nei confronti di dollaro e yen, toccando in mattinata la quota più bassa dal 2002 sulla valuta nipponica. Sui mercati asiatici la moneta unica europea viene scambiata a 1,2794 dollari e 122,70 yen contro 1,2912 dollari e 125,06 yen di giovedì sera a New York. Poi l’euro perdeva ancora terreno nei confronti del dollaro all’apertura di contrattazione sui mercati europei. La moneta unica scivolava poi sotto quota 1,25 dollari, passando di mano a 1,2497 dollari.

PETROLIO – Oro nero in picchiata nonostante la decisione dell’Opec di ridurre di 1,5 milioni di barili al giorno l’output a partire dal primo novembre. Il prezzo del petrolio chiude a New York a 64,19 dollari al barile, in ribasso del 5,3%. La decisione dell’Opec non piace alla Casa Bianca. «Anti-mercato», così viene definita da Washington.

SETTORE AEREO – Vittima della crisi economica anche il traffico aereo passeggeri mondiale, che, nel mese di settembre, ha registrato il suo primo calo dal settembre 2003, quando era alle prese con il fenomeno Sars. Le perdite previste a fine anno per il settore sono a quota 5,2 miliardi di dollari, secondo Giovanni Bisignani, direttore generale Iata, associazione che rappresenta 230 compagnie aeree, pari al 93% del traffico aereo internazionale. Per il cargo, il crollo è ancora più marcato: -7,7%. «Il declino del traffico è particolarmente rapido ed esteso» ha commentato il direttore generale di Iata, Giovanni Bisignani, definendo quanto sta accadendo «allarmante».

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24 ottobre 2008

Mediatori Immobiliari

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